Consideriamo, a titolo di esempio, Windows Media Player, un software proprietario molto utilizzato poiché incluso in tutte le versioni di Microsoft Windows.
Questo programma è un player che permette l’ascolto di web-radio, la riproduzione di CD, DVD, file audio o video e flussi multimediali diffusi in internet in modalità streaming.

Curiosando tra le opzioni si incontrerà una voce chiamata “Privacy”, contemplata all’interno del menu “Opzioni”; alcune scelte probabilmente sono già attive e preimpostate di default. Tra queste figurano voci che permettono di scaricare da internet informazioni in merito ai brani musicali che l’utente riproduce nel proprio computer. Questa funzione è senza dubbio utile, poiché permette, ad esempio, la ricerca in un database remoto dei titoli delle canzoni e dell’immagine contenente la copertina del Compact Disc, che verranno scaricati e mostrati nel programma.
Nella medesima finestra è possibile impostare altre disposizioni che riguardano la privacy dell’utente:

Le opzioni dedicate alla privacy in Windows Media Player
Le opzioni dedicate alla privacy in Windows Media Player

Selezionando la scritta che permette di ottenere ulteriori informazioni sul trattamento dei dati personali, si aprirà una pagina del sito web della Microsoft. Fin dalle prime righe è possibile constatare che:

“L’utilizzo di Windows Media Player non comporterà in alcun momento la richiesta di fornire “dati personali” (informazioni che consentono l’identificazione personale dell’utente, come nome, indirizzo e numero di telefono). Tuttavia, vi sono situazioni in cui informazioni che identificano in modo univoco il computer vengono trasmesse via Internet. Nelle sezioni riportate di seguito viene fornita una descrizione dettagliata di questi scenari.”

Proseguendo nella lettura del documento, viene spiegato che il programma è predisposto per l’invio di un “file di registro” ai server che forniscono flussi multimediali in streaming, con la possibilità di inoltrare questi dati ad ulteriori siti:

“Durante la riproduzione dei flussi multimediali, Windows Media Player invia un file di registro al server multimediale. In genere, i file di registro vengono utilizzati dai provider di contenuti per generare statistiche che contribuiscono al miglioramento della qualità del relativo servizio. Altri utilizzi includono il monitoraggio delle fatturazioni e degli annunci. Il provider di contenuti può fornire a Windows Media Player le istruzioni necessarie per inoltrare contemporaneamente il file di registro ad altri siti. [...] Il file di registro include i seguenti dettagli: tempo di connessione, indirizzo IP, versione del sistema operativo, versione del lettore multimediale, numero di identificazione del lettore (ID lettore), data, protocollo e così via.”

Infine, per quanto concerne l’interrogazione del database on-line in merito a titoli, copertine d’album e file multimediali si specifica:

WindowsMedia.com, un sito Web gestito da Microsoft, è strettamente integrato con Windows Media Player. La Guida multimediale e il Sintonizzatore radio sono pagine Web fornite da WindowsMedia.com. Tutti i servizi di dati, compresi i dati di DVD, CD audio, impostazioni radio predefinite e le informazioni contenute nel Centro informazioni sono forniti direttamente da WindowsMedia.com[...]


Quando si visita il sito WindowsMedia.com mediante Windows Media Player, è possibile che venga inviato a tale sito il nome del produttore OEM che ha prodotto il sistema. Ciò consente a WindowsMedia.com di personalizzare l’accesso con contenuto specifico del produttore OEM di interesse per l’utente. È possibile, ad esempio, che le pagine Web Guida multimediale, Sintonizzatore radio e Centro informazioni ospitate da WindowsMedia.com includano aggiornamenti o promozioni speciali progettati per il sistema in uso.


Analogamente alla maggior parte dei siti Web, WindowsMedia.com conserva un file di registro di tutte le richieste inviate insieme all’indirizzo IP del mittente.”

Dunque l’utilizzo di questo comune software per la riproduzione di elementi multimediali può comportare l’invio attraverso internet di svariate informazioni quali il proprio indirizzo IP, il produttore del computer che si sta utilizzando (al fine di ricevere pubblicità mirate), la musica e i film riprodotti, “e così via”…

Non è inverosimile supporre che la Microsoft sia in grado di compilare un database contenente le preferenze musicali e cinematografiche di milioni di utenti suddivisi per fasce d’età, sesso e area geografica, al fine di ottenere preziose statistiche che permettano di attuare nuove strategie di marketing. Ciò sarebbe potenzialmente possibile operando attraverso semplici controlli incrociati tra il file di registro conservato da WindowsMedia.com, gli aggiornamenti automatici di Windows (che richiedono l’installazione di un software per la verifica dell’autenticità del proprio sistema) e i dati di registrazione degli utenti.
In cosa consistono e come sono composti esattamente questi file di registro inviati a server remoti, a quali usi sono realmente destinate tali informazioni, ma soprattutto cosa s’intende con “e così via”? All’utente non è permesso saperlo con certezza, poiché Windows Media Player è un software proprietario, non libero e contenente tecnologie protette.
Non è mia intenzione proporre improbabili scenari orwelliani, tuttavia ritengo questo esempio utile ai fini della comprensione del concetto di “libertà” applicato al campo informatico e della “soggiogazione” a cui l’utente di software proprietario è sovente sottoposto, contrapposti alla trasparenza offerta dal software libero.

[Aggiornamento 9 settembre 2009: l'informativa sulla privacy dell'ultima versione di Windows Media Player, contiene ancora la dicitura "e così via".]

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Questo articolo è tratto dalla mia Tesi di Laurea:

Alberto Betella, “Open Source, Free Software e Podcasting: l’esperienza di Pluriverisadio”, Università degli Studi di Bergamo, A.A. 2005/2006.

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